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AIOT Runners & Co è il blog ufficiale di Associazione Italiana di Oncologia Toracica (AIOT)...
Storicamente, l’esercizio era sconsigliato nei pazienti oncologici per paura che aumentasse la stanchezza o mettesse a rischio pazienti già fragili. Negli ultimi anni, però, la ricerca ha dimostrato che l’attività fisica ha un vero e proprio effetto terapeutico e viene sempre più inclusa nelle linee guida oncologiche.
L’esercizio influenza il cancro attraverso diversi meccanismi:
Sistema immunitario
L’attività fisica stimola le cellule del sistema immunitario, come i linfociti T e le cellule NK, che possono riconoscere e attaccare le cellule tumorali. Anche l’intestino gioca un ruolo: cambiamenti nella flora intestinale causati dall’esercizio aiutano il sistema immunitario a combattere il tumore.
Metabolismo
I tumori spesso crescono rapidamente usando il glucosio come energia. L’esercizio può modificare il metabolismo del corpo, riducendo i livelli di zucchero e insulina nel sangue, migliorando la circolazione e aumentando l’apporto di ossigeno ai tessuti, rendendo l’ambiente meno favorevole alla crescita tumorale.
Molecole rilasciate dai muscoli
I muscoli producono sostanze chiamate miochine durante l’attività fisica, come l’IL-6, la irisina e la decorina, che possono ridurre l’infiammazione, aiutare il sistema immunitario e rallentare la crescita del tumore. Alcune di queste sostanze viaggiano anche attraverso piccole particelle chiamate vescivole extracellulari, che permettono alle molecole muscolari di influenzare altre parti del corpo.
L’esercizio aiuta a:
Ridurre la perdita di massa muscolare nei pazienti con cachessia (una forma di debolezza legata al cancro).
Migliorare la resistenza e la forza muscolare.
Alleviare stanchezza, nausea e difficoltà cognitive legate ai trattamenti.
Migliorare la tolleranza e la continuità dei trattamenti oncologici.
Nei pazienti che devono affrontare un intervento chirurgico, fare esercizio prima dell’operazione può ridurre le complicanze post-operatorie e mantenere la forma fisica. Anche in pazienti con malattia avanzata o in cure palliative, l’attività fisica strutturata è sicura e può migliorare la qualità della vita.
Integrare l’esercizio nella cura del cancro non è semplice: le linee guida non sono ancora uniformi e le prescrizioni devono essere personalizzate in base alla salute, al tipo di tumore, allo stadio e ai trattamenti del paziente. La ricerca futura punta a:
Capire meglio i meccanismi molecolari dell’esercizio.
Identificare i biomarcatori che aiutino a personalizzare l’attività fisica.
Sviluppare “exercise mimetics”, farmaci che imitano gli effetti dell’attività fisica per chi non può muoversi.
In sintesi, l’attività fisica non è solo un modo per sentirsi meglio: può influenzare direttamente il tumore e aiutare i pazienti a superare gli effetti dei trattamenti. La scienza sta ancora scoprendo quanto possa essere potente, ma le prove finora sono molto promettenti.
[https://doi.org/10.1016/j.ccell.2025.10.009]
