Comunicazione oncologica: le strategie da applicare nella relazione con il paziente
22 Dicembre 2023
Vi è una generale convergenza tra tutti gli attori dell’assistenza sanitaria sulla fondamentale importanza della
buona comunicazione oncologica nei confronti del paziente.
Al proposito, peraltro, oltre ad una consolidata
letteratura scientifica di lungo corso, è disponibile una serie di
buone pratiche e raccomandazioni provenienti da esperti ed addetti ai lavori che danno utili indicazioni su molti aspetti della comunicazione oncologica.
Tali indicazioni - spesso - sono frutto dell’
esperienza sul campo dei professionisti sanitari, ossia del loro sentire e percepire quotidiano nelle attività di relazione umana e comunicazione con il paziente oncologico.
Molte di queste “sensazioni” - tuttavia - hanno trovato conferma in appositi
studi medico-scientifici che le hanno indagate a fondo, arrivando a proporre, a volte, alcune possibili soluzioni allo “stato di fatto” emerso da tali ricerche e suggerendo in tal modo le
strategie più utili e opportune da applicare nella relazione tra
comunicazione e salute del paziente oncologico.
Di seguito, si riportano gli
statement - selezionati e suddivisi per “
aspetti generali” e “
relativi al trattamento” - di alcuni tra i più recenti e significativi di tali studi e ricerche per come raccolti dagli esperti di settore in alcune raccomandazioni sulla comunicazione (I).
Per chi volesse approfondire, ad ognuno degli statement riportati di seguito è associato anche il rispettivo riferimento bibliografico dello studio dal quale proviene.
ASPETTI GENERALI
(1) - Due abilità chiave sono degne di nota e preziose per rendere la comunicazione più utile:
chiedere e ascoltare.
(2) - I medici dovrebbero essere consapevoli del fatto che i pazienti possono avere convinzioni, esperienze, capacità di comprensione e aspettative diverse dalle loro.
La curiosità nei confronti del paziente e un sincero desiderio di capirli possono aiutare a costruire una relazione basata sulla
fiducia.
(3) - Migliorare la comunicazione tra pazienti oncologici, familiari e medici è essenziale per
ridurre il peso che la malattia oncologica esercita sull'individuo, la sua famiglia e il sistema sanitario.
(4) - Una buona comunicazione tra paziente e clinico ha un significativo impatto sull'abilità di
assimilare le informazioni oncologiche, specialmente quando il paziente è ansioso riguardo all'incertezza delle sue condizioni e sotto costrizione emotiva.
(5) - I pazienti hanno dimostrato una comprensione più chiara della loro prognosi quando hanno riferito
relazioni strette e comunicazioni aperte con i membri della loro rete, compresi i loro
operatori sanitari.
(6) - La connessione dei pazienti con i propri oncologi è un
aspetto cruciale della loro cura, in particolare per garantire che i pazienti abbiano una
chiara comunicazione prognostica.
(7) - Una
comunicazione efficace aumenta la soddisfazione dei pazienti, riduce il distress, promuove un recupero più veloce e migliora il controllo del dolore, l'aderenza al trattamento e la qualità di vita.
(8) - Prendere decisioni, l'adattamento psico-sociale, l'aderenza al trattamento e la soddisfazione per le cure sono tutti processi influenzati dalle
relazioni e dalla comunicazione con i sanitari.
(9) - L'attenzione degli oncologi ai
bisogni emotivi dei pazienti diventa sempre più importante per gli oncologi per valutare con precisione se i pazienti sono emotivamente pronti ad avere una comunicazione prognostica ed essere in grado di comprendere la loro prognosi.
(10) - La
terminologia utilizzata per descrivere il tumore e il suo trattamento spesso
non è compresa dai pazienti. Questa
mancanza di comprensione della terminologia oncologica ha un
impatto negativo sul consenso informato, sull'aderenza alle raccomandazioni per la chemioterapia nel setting avanzato e per lo screening.
(11) -
Il linguaggio semplice parlato è fondamentale per una comunicazione efficace sulle
sperimentazioni cliniche perché è un modo promettente per soddisfare le esigenze informative dei pazienti con diversi livelli di alfabetizzazione sanitaria.
(12) - La percezione inaccurata circa la
curabilità della propria malattia in pazienti affetti da tumore in stadio avanzato è elevata e varia significativamente in base al sesso, l'educazione, le condizioni cliniche, l'attività lavorativa e il Paese d'origine. Urge
migliorare la comunicazione medico-paziente al fine di migliorare l'assistenza sanitaria e le aspettative del paziente.
(13) - Quando oncologi e pazienti, focalizzandosi sulle alternative terapeutiche, ignorano la possibilità di discutere il significato dei risultati di una rivalutazione strumentale, non riescono a realizzare altri obiettivi associati alla consapevolezza prognostica
. Parlare di ciò che realmente comporta un esito strumentale può richiedere più tempo alla visita clinica, ma può portare a benefici che si conservano nel tempo.
(14) - I pazienti oncologici tendono a sottovalutare e
non voler discutere di molti dei loro sintomi, anche quando questi risultano invalidanti e limitanti la qualità di vita. Particolare attenzione dovrebbe essere prestata in tal senso ai disturbi relativi alla
sfera sessuale e a quella
psicologica.
(15) -
Il coinvolgimento della famiglia all'interno della visita oncologica è spesso utile, sebbene richieda un certo grado di abilità comunicativa. Tali visite sono infatti intrinsecamente più complesse rispetto a quelle con il solo paziente, in quanto devono tenere conto esigenze, prospettive ed impegni di più individui.
(16) - Il coinvolgimento della famiglia può migliorare la comunicazione legata alla finalità di cura in pazienti con tumore in stadio avanzato. Gli oncologi dovrebbero tenere in considerazione le
opinioni dei pazienti circa il coinvolgimento della propria famiglia nel decorso della malattia, il modo in cui la malattia possa influenzare il
benessere della famiglia stessa, così come le
aspettative della famiglia sulle finalità del trattamento.
(17) - Se il paziente acconsente, è auspicabile
incoraggiare il coinvolgimento della famiglia e delle persone care nelle discussioni relative alle finalità del percorso di cura
all'inizio del corso della malattia.
(18) - Considerando che la disponibilità dei pazienti per le discussioni prognostiche potrebbe evolvere nel tempo, i medici devono
esplorare ripetutamente le preferenze dei pazienti sulle informazioni prognostiche.
(19) - È opportuno che i medici costruiscano una
relazione maggiormente empatica con pazienti afferenti a fasce della popolazione
svantaggiate o emarginate, dal momento che è più probabile per tali pazienti avere avuto esperienze negative con l'assistenza sanitaria in passato.
(20) -
La spiritualità e la religione sono importanti per i pazienti che affrontano il tumore, in particolare quelli con malattia avanzata. Il clinico dovrebbe ascoltare, comprendere e sostenere il paziente all'interno della sua sfera religioso-spirituale, evitando di porre in essere
pregiudizi o barriere.
(21) -
Anche i medici beneficiano di una comunicazione positiva, tanto che le interruzioni della stessa aumentano lo stress, riducono il livello di soddisfazione per il lavoro e contribuiscono a determinare il
burnout.
ASPETTI RELATIVI AL TRATTAMENTO
(22) - Chiarire in modo appropriato le
finalità del trattamento e il risultato atteso dalle diverse opzioni terapeutiche può facilitare la comprensione e l’assimilazione delle informazioni da parte del paziente.
(23) - Esporre i
benefici attesi e gli effetti collaterali potenzialmente correlati al trattamento, in modo che i pazienti possano bilanciarli alla luce dei propri obiettivi e priorità, può contribuire a migliorare la comprensione e assimilazione delle informazioni da parte del paziente.
(24) - Fornire informazioni relative alle
opzioni di trattamento in maniera graduale e verificare costantemente la
comprensione di quanto discusso può contribuire a migliorare l'assimilazione delle nozioni da parte del paziente.
(25) - È appropriato presentare le opzioni di
trattamento standard, incluse le cure palliative,
prima di proporre opzioni di tipo sperimentale, in modo che il paziente capisca quale sia l'alternativa rappresentata dallo studio clinico. Questo potrebbe aiutare a migliorare la comprensione e l’assimilazione delle informazioni da parte del paziente.
(26) - La conoscenza della prognosi e delle opzioni di trattamento sono essenziali per consentire ai medici di decidere quale trattamento proporre. Una
impostazione più accurata dei colloqui nel senso della discussione di questi elementi può aiutare i pazienti ad aumentare la loro capacità e desiderio di
partecipare attivamente nelle decisioni condivise.
Riferimenti bibliografici
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